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La rinascita del calcio ripartirà dai settori giovanili

La rinascita del calcio ripartirà dai settori giovanili

“Come ripartirà il mondo del pallone alla fine di questa crisi?” Questa è la domanda che in molti si stanno facendo in queste settimane e alla quale non si riesce ancora a dare una risposta.

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“Un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti il petrolio, il carbone e l’energia elettrica. È pieno inverno, soffia un vento ghiacciato e i denti aguzzi del freddo mordono alle caviglie… gli uomini si accorgono che tutto il benessere conquistato, fatto di oggetti meravigliosi e tecnologia all’avanguardia. è perfettamente inutile”.

Inizia così la prefazione del libro “La fine del Mondo storto” dello scrittore e alpinista Mauro Corona. Un mondo che trovatosi in ginocchio riesce poi a ricostruirsi libero dal marcio che lo aveva portato sul baratro.
Oggi che lo stop forzato ha costretto al blocco totale delle attività, il calcio si interroga su come ripartire e più di qualche Presidente ha esternato la voglia di fare a meno della Prima squadra a favore di una rinascita e sviluppo del settore giovanile. Il calcio sano, quello dei giovani, spesso passa di bocca in bocca tra discorsi di progetti ambiziosi per poi ritrovarsi spesso sacrificato, con buona parte delle quote che vanno a sostegno delle prime squadre: in tal senso il cambiamento qualche società l’ha intrapreso negli ultimi anni dividendo i conti del SG dalla parte alta delle società e impiegando il 100% nello sviluppo dei propri giovani tesserati. Pensiamo a quanto si investe nei tecnici che ogni giorno si dedicano all’attività di base e nel SG: dovrebbe essere la prassi ormai avere tecnici qualificati con licenza Uefa, avere il preparatore dei portieri abilitato dal Settore Tecnico e un laureato in scienze motorie che possa accompagnare ragazzi e staff nella giusta pianificazione delle attività. Tutto questo ha costi notevoli ma anche risvolti positivi che nel lungo periodo portano ad atleti più completi ma soprattutto ad una attività sociale che le scuole non riescono più a fornire. Su questo scenario si colloca lo sfogo di qualche Presidente che pensa di ripartire dalla Terza dando spazio esclusivamente ai propri tesserati, ai giocatori cresciuti nel proprio settore giovanile a quei ragazzi che abitano il paese della società e che probabilmente avanzerebbero realistiche pretese di rimborso spese.

“La fine del mondo storto raddrizzerà gli animi, cancellerà la supponenza del ricco e punirà l’arroganza del povero, che si ritiene l’unico depositario di coraggio e resistenza. Resi uguali dalla difficoltà estrema, gli uomini si incamineranno verso la possibilità di un futuro più giusto e pacifico, che arriverà insieme alla tanto attesa primavera”

Che da questa crisi se ne possa uscire con un calcio diverso non è un’ utopia ma una reale possibilità che qualcuno ha già individuato. Del resto sono di qualche giorno fa le considerazioni della LND sul quadro post crisi che si prospetta per i Dilettanti: “La sosta forzata della stagione calcistica, che a questo punto salvo miracoli è da considerasi conclusa, farà scomparire dalla scena italiana del calcio qualcosa come il 30% delle società dilettantistiche”.

Il dossier è stato realizzato dalla Lega Nazionale Dilettanti in collaborazione con il centro studi della Federcalcio e non è poi così lontano dalla realtà dei fatti che come una valanga si sta per abbattere sul mondo del calcio.

La domanda alla fine rimane sempre quella: “Come ripartirà il mondo del pallone alla fine di questa crisi?”

Fonte: https://www.tuttocampo.it/Veneto/BL/News/1352602/la-rinascita-del-calcio-ripartira-dai-settori-giovanili